SOLIDARIETA'
ROTARIANA

Distretto 2072 · Emilia Romagna · Repubblica di San Marino · www.rotary.sm
Massimo Rastelli Presidente del Club - John Germ Presidente Internazionale - Franco Venturi Governatore del Distretto


INIZIATIVE 2016-17

  1. SUPPORTO AL PROGETTO FATTORIA SOCIALE VILLA GRAZIANI (Cooperativa Sociale InVolo RSM)
  2. APPORTO AKJòKLàKJJUI
  3. HòUJHòXDòUH
  4. PILUòUHCDòHòUHòCòH HUH IUH

RACCOLTA FONDI 2016-17

  1. CENA DEGLI AUGURI (17 dic 2016) organizzata presso il
    Ristorante La Fratta RSM
  2. LOTTERIA ROTARIANA (ESTRAZIONE 24 APRILE 2017)

DONI
SOLIDARIETÀ
E VINCI
AUDI Q2

I biglietti della Lotteria Rotariana sono in vendita tramite i soci Rotary, le Associazioni Service menzionate a fondo pagina e in tutte le edicole di San Marino

PROGETTO FATTORIA SOCIALE PRESSO VILLA GRAZIANI
- Loc. S.Michele - Borgo Maggiore RSM

Premessa
Ci sono fattorie che non si limitano a sviluppare una connotazione didattica, ma che assumono la qualifica di "Fattorie Sociali”. Sono strutture che estendono i loro servizi
a favore di persone con disabilità fisiche, sensoriali, intellettive o psichiche che presentano forme di svantaggio psico-fisico e di disagio sociale Sono fattorie a tutti gli effetti, perciò hanno una natura imprenditoriale; tuttavia cercano di riprodurre un modello di economia sociale, mirato a coniugare il profitto dell'azienda con il bene della collettività, in special modo per le fasce sociali svantaggiate.

Lavorare la terra per recuperare l’equilibrio

 

È opinione diffusa che la campagna sia rilassante, e non si tratta di un banale luogo comune. Lavorare la terra aiuta a scoprire nuovi interessi, a sviluppare abilità manuali, a recuperare gli equilibri perduti. Inoltre è un’ottima occasione per confrontarsi e socializzare, immersi nella placida tranquillità della campagna.
Naturalmente l'opportunità più significativa è proprio quella di imparare un mestiere: l'offerta formativa delle fattorie sociali è davvero ampia e può riguardare e conoscenze
in ambito agricolo come anche in quello delle filiere produttive (olio, formaggio, latte, pane e pasta...), senza dimenticare l’allevamento di animali. La fattoria sociale diventa una reale possibilità di inserimento lavorativo per le persone con disabilità.

Obiettivi

L‘obiettivo del nostro progetto è di creare un luogo che si prenda cura della qualità del lavoro in ambito sociale e terapeutico, che potrà essere un luogo d'incontro e di confronto che dà spazio al pensiero sul "fare" degli operatori delle professioni d'aiuto.

L'altra convinzione era che l'intelligenza comincia dalle mani. Mani che sanno prendere e dare, tagliare, tracciare, scavare, piantare, intrecciare, impastare, stringere, aggiustare, annodare, spingere, tirare, sentire, impugnare, premere, tendere, flettere, sfiorare, afferrare, girare, e ancora e ancora... Abbiamo il cervello che abbiamo perché ci sono le mani.

Che cosa i disabili mentali non sanno fare, lo sapevamo già. Leggere, scrivere, far di conto, narrare, dialogare, astrarre: per loro è terreno infido quando non sabbie mobilio buco senza fondo. Noi vogliamo cercare di capire cosa sono capaci di fare con le mani perché é il lavoro che produce cose utili richiede ancora le mani. C’era un solo modo per capire: FARE E FARE ASSIEME.

La fattoria sociale non è una semplice impresa agricola, è un luogo inclusivo, è una struttura che sfrutta la positività del ritorno ad uno stile di vita più tranquillo e sereno, immediato, pragmatico, legato alla natura. Il tutto per generare un circuito virtuoso, capace di creare le condizioni più favorevoli alla socializzazione ed al reinserimento sociale.

La fattoria si rivolgerebbe prevalentemente ad individui disabili fisici, psichici ed intellettivi, e potrà essere supportato da esperienza di persone in difficoltà economiche, di persone alla fine di un percorso terapeutico da dipendenze di sostanze, di carcerati ammessi alle misure alternative alla detenzione, a migranti in attesa di uno status definitivo o rientranti in un progetto di integrazione. Inoltre, diverrebbe un luogo aperto ad uno scambio intergenerazionale tra minori ed anziani.

La fattoria sociale si pone come un punto di riferimento perla comunità locale, sia per i servizi sociali e la ricaduta occupazionale che offre, sia per il ritorno di produzioni agroalimentari a km zero perla comunità stessa. Proprio per questa peculiarità, affinché questo circuito si instauri, è però fondamentale è auspicabile una stretta collaborazione non solo con i servizi sociali, ma con tutta la Pubblica Amministrazione, con Enti e Fondazioni, Associazioni sensibili al sociale.

Finalità

  1. Inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e di lavoratori svantaggiati, e di minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale;
  2. Prestazioni e attività sociali e di servizio perle comunità locali mediante l'utilizzazione delle risorse materiali e immateriali dell'agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni volte allo sviluppo di abilità e di capacità, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili perla vita quotidiana;
  3. Prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative finalizzate a migliorare le condizioni di salute e le funzioni sociali, emotive e cognitive dei soggetti interessati anche attraverso l'ausilio di animali allevati e la coltivazione delle piante.
  4. Progetti finalizzati all'educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità nonché' iniziative di accoglienza di bambini in età prescolare e scolare e di persone in difficoltà sociale, fisica e psichica.

La fattoria sociale oltre a valorizzare il lavoro agricolo e l'impatto che esso ha sui programmi di inclusione sociale, è un progetto open. Tende cioè a tenere insieme produzione agricola, recettività, turismo sostenibile, didattica perle scuole, azioni di valorizzazione del patrimonio enogastronomico locale, eventi culturali, inserimento lavorativo, etc.

Come nel più generale contesto del terzo settore, la virtuosità delle singole esperienze, dei singoli progetti 0 iniziative dipende da numerose variabili, sia endogene che esogene, non tutte e non sempre programmabili a priori. Basti pensare al ruolo delle motivazioni personali delle risorse umane coinvolte e della loro capacitàà di integrarsi in sistemi più ampi stabilendo proficue relazioni umane e istituzionali con le altre organizzazioni e i diversi attori che operano sul territorio. Una fattoria sociale, ed il lavoro ad essa connesso, ha in realtà diverse tipologie di beneficiari: oltre ai soggetti svantaggiati, anche la comunità locale, l'impresa stessa, il settore agricolo, le famiglie, le scuole, il turismo locale ed extra locale.

Principali tipologie di beneficiari

  • Soggetti svantaggiati Terapia/riabilitazione
  • Lavoro Inclusione sociale
  • Reddito
  • Riduzione dello “stigma” Diversificazione del reddito
  • Impresa agricola
  • Economie di scopo Radicamento locale Responsabilità sociali
  • Marchio etico Servizi alla persona
  • Capitale sociale Qualità della vita Sviluppo locale
  • Efficacia delle politiche sociali e del lavoro
  • Efficienza delle politiche sociali e del lavoro

Questa dimensione dell'attività agricola, e il contesto in cui si sviluppa diventano un giacimento di Îalute psico-fisica e mentale fino ad ora quasi totalmente inesplorata e un'opportunità di iserimento lavorativo nel mercato del lavoro per persone con disabilità e a bassa contrattualità.

Descrizione del luogo

Il progetto nasce attorno ad una struttura di proprietà della Fondazione Graziani e attualmente non utilizzata. L’azienda è sita nella zona collinare di San Michele a Cailungo, ed è composto da immobile e da un terreno di complessivi 4 ettari. E' dotato di un fabbricato rurale per uso abitativo al momento allo stato grezzo, disposto su due livelli. Con il presente progetto siamo a chiedere gentilmente alla Fondazione Graziani la disponibilità a realizzare per il fabbricato rurale le opere di finitura come impianto elettrico, di riscaldamento e sanitario, pavimentazione, completo di infissi esterni e, in genere, interni (pareti interne e vari accessori quali scale interne ecc...), scarichi fognari e quant’altro. Si potrebbe valutare la scelta di destinare l'intera struttura ultimata comprensiva di fabbricato rurale e terreno all'Ecc.ma Camera con la clausola di sottoscrizione convenzione con la Cooperativa sociale INVOLO per la sua gestione.

Realizzazione

Realizzazione di un'azienda ad indirizzo colturale orticolo e vivaistico orticolo.

Il progetto che si intende realizzare ha l'obiettivo di costruire un'azienda ad indirizzo orticolo colturale e vivaistico, unito a servizi di' ristorazione e alberghiero inteso come agriturismo. Relativamente l'indirizzo articolo si prevede di coltivare in regime di agricoltura biologica. Tale scelta è un altro aspetto della funzione sociale dell'agricoltura. Infatti essa contribuisce a mantenere la biodiversità, a rigenerare il terreno, aumentandone la fertilità naturale e i microrganismi, a combattere l'inquinamento.

La scelta biologica segue la stessa logica della complessità che presiede ai progetti di formazione e di inclusione sociale per persone disabili che si vorranno avviare:

  • salvaguardare quello che c’è;
  • favorire le caratteristiche e le potenzialità;
  • favorire la diversità;
  • accettare i vincoli posti;
  • non esiste una unica risposta ottimale ai problemi ma più risposte ragionevoli;
  • diversificare gli interventi.

La scelta dell'indirizzo orticolo-vivaistico è motivata da diversi fattori rispondenti all’esigenza di promuovere l'inclusione sociale di soggetti svantaggiati attraverso il loro inserimento lavorativo in un’azienda agricola economicamente produttiva, pienamente iscritta nel tessuto socio-economico del territorio.

La coltura di tipo attivo presenta i seguenti vantaggi:

  • Può assicurare, in un’azienda con una base territoriale limitata, un reddito tale da garantire l’autonomia finanziaria della fattoria sociale.
  • Consente il più alto impiego di manodopera tale da permettere un più alto coinvolgimento di soggetti interessati.
  • Assicura un’uniformità del calendario agricolo senza picchi e senza periodi di stasi nella scansione del lavoro.
  • Il breve ciclo agrario delle colture ortive consente di seguire lo sviluppo di una pianta in tutte le sue fasi dalla semina fino alla raccolta.
  • L'utilizzo fresco del prodotto consente una vendita al dettaglio che assicura ai soggetti un rapporto con l'esterno (acquirenti).

La vendita diretta dei prodotti aziendali stabilisce un rapporto diretto tra lavoro e reddito.

Le operazioni colturali consentono una variabilità stagionale e giornaliera da consentire una flessibilità nell'impiego della manodopera a seconda dell’esigenze e capacità individuali dei singoli.

Un'attività collaterale può essere quella di organizzare nel centro vendita aziendale un mercato periodico allargato ad altri produttori alfine di incrementare una vendita diretta dei prodotti agricoli e loro derivati e fare del centro un punto di riferimento sociale oltre economico, ma anche di frequentare abitualmente i mercati dei castelli di Borgo Maggiore, Serravalle e Domagnano.

Dal punto di vista agricolo, sarebbe meglio evitare di promuovere agricoltura intensiva (sia pure redditizia), valorizzando prodotti agricoli specifici, come gli ulivi. Si potrebbe pensare anche ad una piccola serra per produrre talee e favorire la biodiversità, recuperando semi del passato e vendendoli. E' possibile sviluppare anche una vigna e, con un ettaro di terra, un maneggio con cavalli. Lo spazio è sufficiente anche per un vivaio collegato alla vendita diretta di fiori, rose, piante locali come: ulivo, olmo, cipresso etc.

E’ possibile anche promuovere e vendere direttamente i prodotti come vino, formaggio, olio (filiera corta) e una serie di prodotti artigianali (realizzati con il laboratorio di falegnameria e del ferro battuto), valorizzando (responsabilità sociale d'impresa e qualità sociale) il fatto che sono prodotti etici che vanno a sostenere un progetto di inclusione.

La scelta di un progetto legato anche ai servizi di ristorazione e alberghiero ha necessità di alcuni spazi ben precisi e si prevede pertanto:

  • ll boreau d'ufficio per le attivita‘ gestionali ed organizzative / La recettività open
  • La formazione, le riunioni, la convegnistica (valorizzando tutta una serie di spazi in più disponibili: per stage, convegni, formazione, turismo, etc.)
  • Il ristorante bio

L'integrazione tra i due livelli permetterà di finalizzare le entrate economiche derivanti dalle attività della fattoria sociale e di favorire un risparmio progressivo di risorse pubbliche, aumentando — come dimostra le letteratura scientifica specializzata — da una parte il benessere dei cittadini svantaggiati e dall’altra i livelli di integrazione, sicurezza e accoglienza della comunita‘ locale nel suo complesso.

Costo dell'opera (da verificare)

  •  Ristrutturazione della Villa Graziani da destinare in parte per uso ristorativo e abitativo Realizzazione di un magazzino per attrezzi
  • Realizzazione di un centro vendite
  • Realizzazione di una falegnameria
  • Sistemazione del terreno comprensivo della tenuta di ettari 4.
  • Costruzione di una serra
  • Realizzazione di impianto di irrigazione a goccia nella zona destinata alle colture ortive
  • Macchine ed attrezzi agricoli

Modalità attuative

 Il progetto nasce per l'attuazione di percorsi riabilitativi e di integrazione lavorativa realizzati attraverso l’esperienza di agricoltura sociale e si inserisce per traghettare l'esperienza in un sistema di welfare comunitario in grado di prendersi cura e di intercettare nuove reti capaci di costruire un'economia solidale.

La Fattoria Sociale sarà gestita dalla cooperativa sociale InVolo e persegue le seguenti finalità:

  • promuovere percorsi riabilitativi terapeutici attraverso il lavoro
  • attivare percorsi occupazionali finalizzati al recupero ed alla valorizzazione delle fasce deboli a rischio di esclusione sociale
  • realizzare moduli formativi e percorsi di osservazione e valutazione finalizzati all'inserimento lavorativo
  • ospitare persone in inserimento socio—assistenziale

Conclusione

Ricordiamoci che… se ogni giorno beviamo un bicchiere di vino o spezziamo il pane lo dobbiamo ai milioni di contadini che da sempre hanno adottato la terra e che ci insegnano il metodo della vita; che poi e pazienza del tempo, ma anche lo stupore di un semplice GRAZlE...!